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24/05/2017 – Torino – Unione Musicale

maggio 25, 2017 |

unione musicaleMercoledì 24 maggio 2017
Torino, Conservatorio Giuseppe Verdi
ore 21:00

Quintetti d’archi

Musiche di Mendelssohn, Brahms

Marco Rizzi, Gabriele Pieranunzi, violini
Simonide Braconi, Francesco Fiore, viole
Enrico Bronzi, violoncello

Figlio della scrittura strumentale a 5 diffusa nel Seicento soprattutto in ambito teatrale, nel balletto e nell’opera, il Quintetto strumentale come lo conosciamo oggi nasce nel secondo Settecento e non si discosta dalle forme e dalle modalità di scritture scrittura diffuse all’epoca in ambito orchestrale e cameristico.
Nel primo Ottocento il Quintetto non è ancora tra le forme più frequentate dai massimi compositori – se si escludono le op. 18 e 87 di Mendelssohn e il famoso Quintetto op. 44 di Schumann – mentre sono molto più prolifici in questo ambito Danzi e Spohr, autori maggiormente legati all’ambiente della corti. Per il resto il Quintetto in tutte le sue possibili varianti è praticato soprattutto in ambito domestico e dilettantistico.

Le pagine in programma nel concerto di oggi appartengono entrambe al “tardo stile” dei loro autori.
Composto nell’estate del 1845, il Quintetto op. 87 di Mendelssohn presenta una raffinata scrittura specialmente nella parte del primo violino e una seducente eleganza formale.
Scritto nel 1890, il Quintetto op. 111 è un lavoro tra i massimi di tutta la produzione brahmsiana per bellezza d’invenzione, coerenza formale e tono riccamente enigmatico dei vettori espressivi. Brahms preferì infatti concentrare sugli organici ridotti della musica cameristica l’intensità del suo “tardo stile”, arricchita di ogni conquista armonica, timbrica e ritmica raggiunta in ambito sinfonico.

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