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30 Settembre: duo per due violini, Gabriele Pieranunzi e Fabrizio Falasca

ottobre 1, 2018 |

[fonte: Elvira Maria Iannuzzi · Concerto – http://www.circuitomusica.it]

Domenica 30 Settembre: concerto di apertura della 
IX Stagione Concertistica “Musica ai SS. Apostoli” 
a cura della Camera Musicale Romana con il concerto

“Signori violini, al duello!” 
Musiche di J. M. Leclair, L. Spohr, F. J Haydn, S. Prokofiev.

Programma:

J.M Leclair
Sonata per due violini in mi min. op.3 n.6

L. Spohr
Sonata n.2 op.67 per due violini in Re Magg.

F.J. Haydn
Sinfonia n.104 “London”in Re Magg,
trascrizione per due violini di Francesco Fiore

S. Prokofiev
Sonata per due violini in Re Magg. op.56

-“Innanzitutto sia io, Gabriele Pieranunzi, che l’amico e collega Fabrizio Falasca, desideravamo da tempo di poterci cimentare in un programma del genere, per la bellezza e nobiltà del repertorio, e poi anche per la sua rarità di esecuzione, ingiusta secondo dal nostro punto di vista di violinisti.
L’obiettivo e’ quello di rinverdire i fasti della scuola italiana di violino. Senza nessun accenno polemico, sarebbe bello spesso ricordare che il violino e’ nato di fatto in Italia, da Vivaldi, passando per Viotti, Paganini , arrivando ai grandi violinisti contemporanei.
MI diverte enormemente eseguire questo programma con Fabrizio Falasca , violinista di grande talento dell’ultima generazione.
Il confronto tra generazioni mi stimola, e proprio questo ci ha dato l’idea del titolo , ossia:”SIgnori violini, al duello”.
in parole povere, il repertorio e’ molto virtuosistico ed assolutamente paritario. Penso sia inutile far notare che i violinisti, come anche i cantanti, ad esempio, sono anche un pò primedonne.Dal fare musica insieme, il passare a condurre una “nobile gara” di bravura, e’ un attimo…da qui il titolo.
Ultimo, ma non ultimo in ordine di importanza, il concerto avrà al suo interno una chicca, ossia la trascrizione da parte del famoso violista Francesco Fiore ( noto sì come violista , ma anche come trascrittore e compositore) della celebre sinfonia London di Haydn, appunto per due violini.
Per un momento faremo un salto all’indietro, al 1800, quando le orchestre erano ancora poche, i viaggi per andare ad ascoltarle lunghi e difficili e conseguenzialmente l’arte della trascrizione era diventata primaria, proprio per dare modo agli ascoltatori di poter godere di alcuni brani seppur in una formazione ridotta.
Un grande esempio sono le Sinfonie di Beethoven trascritte per pianoforte da Liszt.

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